Recensione fotolibro Saal Digital

Qualche tempo fa ho avuto l’occasione di provare un’offerta di Saal-Digital per la stampa di un fotolibro.
Devo dire in tutta onestà che avevo già lavorato con loro: cortesi, veloci, affidabili e soprattutto producono materiale di ottima qualità (giuro non vengo pagato per dirlo).
Sono stato molto contento di provare la stampa del fotolibro. Ho ricevuto il prodotto finito in meno di una settimana, imballato alla perfezione per evitare qualsiasi danno durante il trasporto.
Ho trovato il libro di ottima qualità; carta di prima scelta, stampa di ottima qualità e bellissima la rilegatura che ti permette di aprire le pagine a 180 gradi potendo stampare un’immagine a doppia pagina e vedendola come immagine completa.
Il software proprietario di impaginazione è molto pratico ma volendo si possono mandare file creati con Adobe Photoshop o Illustrator.

Che dire, un ottimo prodotto ad un giusto prezzo: sicuramente la mia collaborazione con Saal-Digital continuerà.

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Che attrezzatura mettiamo nello zaino?


L’eterno dilemma: cosa metto oggi nella mia borsa fotografica? Quale macchina? Quali obiettivi?

Guarda… Secondo me se inizi così la tua giornata stai sbagliando tutto. Un po' di tempo fa sono stato a vedere la mostra fotografica di Vivian Maier: bellissima nell’apparente semplicità degli scatti. Senza disquisire sulle foto quello che mi ha colpito è che comunque lei usciva di casa senza porsi il problema dell’attrezzatura: una Rolleiflex, macchina con unico obiettivo, metodi di calcolo dell’esposizione molto più complicati rispetto a quelli che usiamo oggi; unico ausilio un piccolo paraluce.

Ovviamente non tutti hanno un’abbondanza di attrezzatura tale da doversi portare dietro degli zaini da alpinista ma alle volte, quando si ha la necessità di viaggiare leggeri (a me capita quasi sempre), già solo corpo macchina e obiettivo hanno un peso/ingombro di cui faremmo volentieri a meno.

Cerchiamo allora di razionalizzare il discorso iniziando a porci una semplice domanda: che cosa ci piace fotografare?

E’ una domanda molto importante perché ovviamente in base a quello che fotografiamo ci serviranno determinati obiettivi mentre di altri non ce ne faremo assolutamente nulla.

Se facciamo street  e ritratti per strada sarà molto utile un grandangolo, un 35mm o un 24mm soprattutto se il nostro sensore è aps-c. Alcuni potrebbero preferire il classico 50mm mentre se ci piace raccogliere dettagli distanti, fotografare manifestazioni sportive o analoghe allora un tele è quello che fa per noi.
Raramente ci serviranno entrambe le focali.

il flash lo usiamo? Perché se non siamo abituati ad usarlo ricordiamoci che normalmente quasi tutte le fotocamere hanno un piccolo flash on camera, che può andare più che bene per fare piccoli lampi di riempimento o aiutarci a fare qualche scatto in condizione di scarsa luminosità.

Il cavalletto poi è un accessorio estremamente ingombrante e pesante e a meno che non usciate con la palese intenzione di fare scatti in lunga esposizione lasciatelo a casa.

Ci sono poi una serie di altri accessori che pesano poco ed ingombrano ancora meno, tipo batterie (queste servono sempre), dispositivi di scatto remoto, piccole torce, custodie protettive, penne e taccuini, caricabatterie e chi più ne ha più ne metta.
Ora è vero che tutto questo pesa poco ma se sommo i pesi a volte arrivo al kg.

Quindi cerchiamo di razionalizzare.

Normalmente quando io esco per i miei scatti di paesaggio urbano e ritratto metto in borsa o corpo macchina full frame con 24-70mm o aps-c con 18-55mm: non mi porto dietro anche il tele, normalmente non so cosa farmene.
Sicuramente una batteria di ricambio (sempre!!!).
Un piccolo panno per pulire o asciugare la fotocamera e, quando proprio mi serve, un flash con batterie sostitutive.

Direi che questo è tutto quello che mi serve quando esco.
Ho tralasciato una piccola cosa: io possiedo corpi macchina con due alloggiamenti per schede di memoria; se per voi non è così mettete nel corredo anche una scheda di memoria.

Ricapitolando: un corpo macchina, un obiettivo (uno zoom è più versatile), batteria e scheda di memoria.

Serve altro?

Passione per la fotografia, voglia di divertirsi, camminare, camminare, camminare…


Alla prossima

Cristiano

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Spunti di vista - Campo Pisano

Ed eccoci alla prima puntata della nuova rubrica “Spunti di vista”, qualche riga per dare degli spunti originali sulla fotografia, soprattutto di Genova.
Ormai immagini di Genova ne vediamo veramente tante ma i luoghi in cui sono fatte sono sempre più o meno gli stessi. Per questo mi sono messo alla ricerca di posti un po’ meno frequentati ma pur sempre affascinanti.

Oggi parliamo di Campo Pisano (o Campopisano se preferite)

Una deliziosa piazzetta subito raggiungibile da piazza Sarzano con una piccola crosa che scende proprio di fronte al museo di S. Agostino.

Forse perché un po’ fuori dal normale circuito di vicoli la piazza non è molto frequentata dagli appassionati di fotografia, lo dimostra il fatto che non la vediamo tra le “solite immagini”.
E’ un peccato, i punti di vista che offre questa piazza sono tantissimi a partire dai mosaici che compongono la pavimentazione per arrivare alla struttura decisamente irregolare della piazza passando dai colori dei palazzi che la circondano.

Una vera chicca!!!

Ma, se non conoscete il posto, non voglio svelarvi troppo: il bello della fotografia è esplorare e scoprire.

Per questo ho organizzato un’uscita fotografica lampo in loco che si terrà sabato 28 ottobre 2017 dalle 14:00 alle 15:00.
Quindi appuntamento alle 14:00 in piazza Sarzano (dal pozzo di Giano Bifronte) per passare un’ora insieme scambiandoci idee e punti di vista!

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Ma tu fai fotografia urbana???

Ma cosa è la fotografia urbana? Un nuovo genere? Uno stile? Una collocazione geografica tipica?
Beh usando questo termine non posso far altro che riflettere sui vari generi della fotografia.
Prima dell’avvento del digitale (e soprattutto degli smartphone) i vari generi di fotografia erano ben definiti: paesaggio, macro, cerimonia, reportage tanto per citarne alcuni; il punto è che comunque qualsiasi scatto veniva, a volte forzatamente, inserito in una categoria già esistente e consolidata.

Oggi digitale, smartphone e internet hanno “allargato” il gruppo non tanto perché si sono creati nuovi generi ma piuttosto perché ci sono nuove tendenze e gusti dovuti senz’altro all’aumento delle persone che fanno fotografia e soprattutto alla facilità con cui riusciamo a mostrarle ad un pubblico sempre più vasto (Facebook, Instagram, Pinterest, …). Per fare un esempio esplicativo una volta parlavamo di “autoritratto”, oggi abbiamo il “selfie” che spopola e che è diventato un vero e proprio genere di tendenza. Personalmente non ritengo che le due cose si possano considerare la medesima ma oggi è tendenzialmente così.

E la fotografia urbana? Mmm… oggi trovo riunite sotto questa definizione uno svariato numero di fotografie: dal paesaggio in città allo scatto di architettura passando dalla street.
Per questo motivo è difficile dire se esiste veramente una categoria che si può definire “fotografia urbana”; io lo definirei piuttosto un grande insieme sotto cui possiamo riunire varie categorie o generi che trattano tutto ciò che riguarda l’ambito urbano.
Ecco quindi che ritroviamo la foto di una via di città accanto alla persona che sta camminando sotto ad un lampione oppure ad un selfie fatto davanti al portone di un palazzo.

Ci sono diverse iniziative che stimolano questo insieme, basti pensare alle varie maratone fotografiche organizzate in varie città che hanno fra i loro temi diverse categorie, c’è poi la definizione di street photography che è molto ambigua e che comprende scatti di genere diverso.

In sintesi a me piace pensare alla fotografia urbana come un insieme di scatti fatti in città, con motivazioni e temi diversi.
Genova si presta molto a questo, non è certo un segreto che io la definisca “un parco giochi per i fotografi”.

Voi cosa ne pensate? Quando vi ritrovate per strada qual è la caratteristica che più attrae la vostra attenzione???

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La fotografia è come il bullo della scuola

Ok c’è sempre stato e sempre ci sarà il bullo a scuola, quel ragazzaccio che a ricreazione ti fregava la focaccia, che pretendeva il pagamento del pranzo in mensa o che con i suoi amici ti bullizzava per il solo gusto di farlo. Sono esattamente queste le persone che ti facevano andare a scuola con l’ansia, la costante paura di essere ridicolizzato e non avevi nemmeno il coraggio di dirlo ai genitori.

Sì Cristiano ma tutto questo cosa centra con la fotografia?

Beh ho avuto modo di notare che tante volte le persone che si accingono a fotografare si ritrovano bullizzati dalla fotocamera, lasciano passivamente che sia lei ad avere il controllo della situazione provando immediatamente quella sensazione che descrivevo prima e che impiega veramente un attimo a trasformarsi in ansia da prestazione.

Iniziamo così ad avere paura di fare foto storte, sovra/sottoesposte, composte male o senza significato e questa paura alla fine ci fa fare fare foto storte, sovra/sottoesposte, composte male o senza significato.

E se affrontassimo il bullo? Se impedissimo alla fotocamera di avere il controllo?

Bene, iniziamo con una piccola lista di cose che possiamo fare e che ci possono aiutare ad avere il totale controllo della situazione.

1° Leggiamo con cura il manuale di istruzioni della fotocamera. Visto che oggi le fotocamere sono sempre più avanzate e complesse i relativi manuali sembrano dei volumi dell’enciclopedia ma a noi non serve leggere tutto, ci interessano solo le sezioni relative alle funzioni che utilizziamo; per fare un esempio come si passa velocemente dal funzionamento in priorità di tempi a manuale, come si passa dalla valutazione esposimetrica matrix alla spot, come si modifica l’autofocus da singolo a continuo, ecc.
Questo ci aiuta in due cose: ad evitare di perdere troppo tempo per cambiare le impostazioni ma soprattutto a venire a conoscenza di tutto quello che la nostra macchina fotografica è in grado di fare.

2° Al momento dello scatto cerchiamo di capire, in base alla situazione ed al risultato che vogliamo ottenere, qual è l’automatismo che ci conviene impostare. Se abbiamo dimestichezza con i vari automatismi saranno loro a fare quello che vogliamo noi e non viceversa.

3° Controlliamo sempre che gli iso impostati siano adatti alla situazione che stiamo scattando; non dobbiamo avere paura a lavorare ad alti iso: oggi abbiamo dei sensori ed dei processori che riescono a rendere il “rumore” a volte quasi impercettibile.

4° La profondità di campo è nostra amica, non qualcosa contro cui dobbiamo lottare. Lo sfondo fuori fuoco è carino ma non c’è alcun errore nello scattare tutto a fuoco. Se facciamo street con un obiettivo fisso siamo in grado di controllare l’iperfocale: una volta impostati i parametri, quando sappiamo che l’iperfocale, per esempio, è a 2 mt mettiamo a fuoco a quella distanza, disattiviamo l’autofocus e scattiamo tranquilli con la consapevolezza che tutto quello che è a 2 mt o oltre sarà sempre a fuoco. Saremo più rapidi nello scatto ed eviteremo il blocco della fotocamera per mancata messa a fuoco nel caso di luce scarsa.

Queste sono solo poche cose che però possono aiutarci molto a prendere confidenza con la fotocamera e a scattare in maniera molto più serena, consci del fatto che abbiamo il totale controllo e che la macchina fotografica farà ciò che vogliamo noi.

Ed ora vi lascio con il compito di dare risposta ad alcune domande curiose che riguardano questioni che sinceramente mi fanno sempre sorridere.

Se la foto è storta è brutta?

Se lo scatto è sovraesposto è sbagliato?

Se il soggetto è fuori fuoco vuol dire che sono un cattivo fotografo?

Per fotografare una persona in controluce devo per forza usare il flash?


Cogliete lo spunto e se vi va mettete la vostra opinione nei commenti ^___^


Cristiano

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