L'unica risorsa di cui hai bisogno in fotografia


Ogni tanto mi perdo su internet alla ricerca di novità, aggiornamenti; mi piace rimanere aggiornato sui temi più interessanti che riguardano il mondo della fotografia, dall’attrezzatura alle tecniche, dalle mostre ai libri su grandi autori.
Dico mi perdo perché il materiale in rete è veramente tantissimo: vedo tantissime recensioni di nuove e performanti fotocamere, video sullo “spacchettamento” di prodotti, tutorial e consigli su come passare da una fotocamera ad un’altra.
Per non parlare dell’eterna competizione tra Canon e Nikon, tra reflex e mirrorless, tra sensori full frame, aps-c, micro 4:3.

In questo universo scegliere diventa veramente difficile anche perché spesso ci troviamo di fronte a pareri discordanti per cui o siamo veramente fan del blogger di turno per cui la sua parola per noi è oro colato oppure è difficile trovare certezze.

Detta così sembra che non ci sia soluzione, in realtà penso che sia molto semplice: non esiste un meglio o un peggio.

Oggi siamo molto avanti tecnologicamente parlando, quasi tutti i prodotti in circolazione sono di ottima qualità. Le tecniche fotografiche sono ormai consolidate e molte volte sopravvalutate per cui non trovo corretto parlare di qualcosa di migliore o di peggiore; senz’altro esiste qualcosa che è più adatto a te, ai tuoi gusti, al tuo stile.
C’è chi dopo aver fotografato per anni con reflex si è perdutamente innamorato delle mirrorless, chi invece la reflex non la abbandonerebbe mai e via dicendo.

Ma non è questo l’importante, in realtà quello che devi cercare è ciò con cui hai confidenza, con cui ti trovi bene.
Questo vale anche per la tecnica e lo stile fotografico: cosa ti piace fotografare? Quali sono i soggetti che immediatamente stimolano la tua creatività e ti fanno venire voglia di scattare?

La crescita e la consapevolezza, due elementi che sono presenti in ogni dove delle discipline umane, sono di ruolo anche nella fotografia, lo studio è elemento imprescindibile.

Prendi la tua fotocamera ed esci a scattare, cerca  soggetti e stili stimolanti.
Una volta a casa seleziona le foto migliori e analizzale, fatti delle domande, guarda cosa c’è che non va e cosa invece ti piace.

L’unica cosa di cui hai bisogno è una testa che esca dalla logica dei selfie, dei porno tramonti, della finta street (anche se in inglese strada si traduce street non basta fotografare un marciapiede...), della food photography (mangia che se perdi tempo a fotografarlo si fredda).
Ragiona, studia, cerca di portare i tuoi sentimenti, le tue idee, le tue sensazioni nei tuoi scatti.

L’unica risorsa di cui hai “veramente” bisogno in fotografia: la tua testa!!!

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Fotografare anche dove non c'è nulla da fotografare


Mmm… Siete sicuri che non c’è proprio nulla da fotografare?

Dai diciamoci la verità, a volte siamo colti da un’ondata di pigrizia incredibile per cui o ci troviamo davanti uno spettacolo incredibile, un monumento unico, un tramonto indimenticabile oppure non facciamo neanche la fatica di ruotare la testa per guardare ai nostri lati.

La mia frase usuale è: “ Un buon fotografo ha delle buone gambe”. Tutti sorridono, annuiscono ma secondo me non la comprendono bene.

Quello che intendo dire con questa frase è che devi camminare, non c’è verso. Se tu guardi una qualsiasi cosa da un punto di vista e provi ad immaginarti come si potrebbe vedere spostandoti di qualche metro sulla tua destra beh non vorrei darti una delusione ma non funziona a meno che tu non abbia una consolidata e vasta esperienza fotografica.
Ma non preoccuparti, c’è una soluzione: SPOSTATI DI QUALCHE METRO SULLA TUA DESTRA. Decisamente semplice, non trovi?

Quando lo dico chi è con me annuisce, si guarda un po’ intorno e passa oltre. Ok ho capito, hai una vista con realtà aumentata incorporata però segui il mio consiglio, spegnila e usa le tue gambine per spostarti e guardare da altri punti di vista ALTRIMENTI NON FUNZIONA!

Cerca di non avere la presunzione di sapere tutto, spostati e guarda, rispostati e riguarda. Hai fretta? Mi spiace ma la fotografia necessita a volte di calma e pazienza.

Ok, ora che ti ho fatto il cazziatone forse hai capito che molte volte a prima vista non si trova nulla di interessante che meriti uno scatto ma guardandosi intorno, cercando meglio e spostandoti in loco magari da altre angolazioni esce uno scatto che non ti aspettavi.

Cerca dettagli, muoviti per riprendere con la giusta inclinazione di luce, se stai facendo un ritratto muoviti intorno al modello o fai muovere il modello intorno a te; il panorama cambia se ti abbassi o ti alzi di qualche metro…

Quindi torniamo alla domanda iniziale: siete proprio sicuri che non ci sia nulla da fotografare?


Buona luce.

Cristiano

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I tabù fotografici che dovresti infrangere

tabù
[ta-bù] s.m. inv.

1 Divieto di fare certe cose o di pronunciare parole o di avere rapporti con persone considerate sacre: violare un t.; la cosa o la persona oggetto di tale divieto
2 estens. Tutto ciò che è oggetto di un divieto senza fondamento oggettivo o ciò di cui si preferisce non parlare: t. sessuali

Eh sì, in fotografia i taboo sono veramente tanti e per la maggior parte ce li stiamo portando dietro sicuramente dalla fotografia analogica, quella fatta con la vecchia pellicola tanto per intenderci.

Quando ho iniziato a fotografare ero giovanissimo, la mia prima macchina Kodak mi è stata regalata alla prima comunione. A 16 anni, con una Minolta totalmente manuale ed esposimetro esterno, ho iniziato a fare i miei primi scatti sensati studiano sia tecnica che composizione ma scattando sempre “a braccio” ovvero dando sempre ascolto a quello che mi dicevano istinto e cuore.
Proprio per questo le critiche ai miei scatti sono stare abbastanza feroci. Certo erano scatti di un sedicenne che stava imparando ma è anche vero che molte delle critiche mosse a me ma non solo (tante erano quelle che leggevo sulle riviste di fotografia) provenivano da una rigidità che attaccava le persone a degli schemi che sembrava impossibile infrangere.

Ancora oggi questi schemi sono molto radicati ma la diffusione della fotografia attualmente è ben diversa da quella che era una volta e le regole sono costantemente infrante come ben si nota dalle centinaia di immagini che vediamo in mezz’ora di frequentazione di social come Facebook, Instagram, Pinterest, ecc… E molte di queste immagini sono belle!

Ok, quindi cosa dobbiamo fare???

Si studiano le regole e poi si infrangono ovviamente ^____^.

A parte gli scherzi come sempre le regole ci aiutano a raggiungere dei risultati positivi ma è anche vero che se impariamo a padroneggiarle, impariamo anche ad infrangerle al momento opportuno.

Quindi vediamo un po’ di “regole” e perché a volte è opportuno infrangerle.

XXX La regola dei terzi.

Un vincolo molto forte che però è possibile infrangere ottenendo ugualmente ottimi risultati. Ci sono per esempio immagini di panorama dove l’orizzonte è posizionato volutamente a metà del fotogramma; certo ci deve essere la ragione per cui un’esigenza compositiva ha fatto optare per questa scelta. In altri scatti soggetti non sono posizionati sul terzo ma più centrali o addirittura a bordo immagine: una persona in movimento che sta entrando nella scena si può tranquillamente mettere all’estremo della composizione per accentuare l’effetto di movimento.
Insomma ci sono casi in cui la regola va rispettata, altri in cui si può violare senza esitazione.


XXX La corretta esposizione.

Qui entriamo in un territorio molto spinoso: esiste una corretta esposizione? Sicuramente la foto deve essere leggibile altrimenti il lavoro è inutile ma tutti i dettagli all’interno dell’immagine lo devono essere? Per esempio io tendo a sottoesporre, a rendere i neri molto scuri e a volte illeggibili mentre i bianchi li alzo fino quasi a farli “sparare”; nel bianco e nero questo è addirittura enfatizzato. Abbiamo ad esempio molte immagini di fotografi famosi che sono volutamente sotto o sovraesposte.
Come sono solito dire l’esposimetro ci fornisce un’indicazione ma non è detto che si debba rispettare con precisione millimetrica. Se vogliamo dare forza e carattere ad uno scatto a volte è necessario contrastare, quindi creare giochi di bianchi e neri che a volte vanno contro la corretta esposizione.

XXX La fotografia perfettamente dritta.

Ok, ok, se sto fotografando un panorama e l’orizzonte è storto può essere fastidioso, come anche se sto facendo un ritratto frontale ma ci sono situazioni in cui la fotocamera leggermente inclinata rende la foto più caratteristica; state solo attenti a non pretendere di trasformare un errore di scatto in un pregio dell’immagine: se avete scattato storto raddrizzate ^___^.


XXX La simmetria.

Ma chi lo ha detto che negli scatti ci deve essere per forza simmetria? A volte è una caratteristica che dona forza, spesso è uno stratagemma per rendere l’immagine piacevole anche se poi in realtà è una foto che non dive nulla.
Cercate punti di vista differenti, muovetevi, salite e scendete e non fermatevi allo scatto scolastico e didascalico dei manuali.

Insomma potremmo andare aventi per delle ore ma il concetto è che oggi la fotografia è cambiata, racconta sempre ma si è adattata al linguaggio moderno, linguaggio a cui le regole, specialmente quelle di una volta, stanno un po’ strette.
State violando un tabù? Bene perché forse oggi quello non è più un tabù e se qualcuno non lo capisce… Beh non sono problemi nostri!!!

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La Basilica delle Vigne

Una chiesa stupenda dove ovviamente non ho potuto girare un video.

 

Ecco quindi una breve descrizione con qualche mio scatto.


La basilica di Santa Maria delle Vigne è una chiesa veramente stupenda situata nell’omonima piazza nel quartiere della Maddalena, in pieno centro storico.
La sua consacrazione risale al 1117 ma nel corso degli anni molti sono stati i lavori di ammodernamento e di ristrutturazione. Ovviamente non è questa la sede per raccontare la storia ma voglio dare una descrizione dei punti più interessanti da fotografare sia all’interno che all’esterno della chiesa.

Devo essere sincero: è stato uno dei miei primi amori quando diversi anni fa ho iniziato a fotografare il centro storico di Genova. Rimasi letteralmente abbagliato dai colori che si sprigionano all’interno della chiesa e dai bellissimi affreschi che decorano il soffitto.

Ed è proprio dagli affreschi che decorano la navata centrale che voglio partire. Non appena si entra in chiesa, dal portone della navata centrale piovono dal cielo colori e luci dorate dal soffitto.
Uno specchio inclinato di circa 45 gradi e posto sul pavimento proprio al centro della navata permette ai visitatori di vedere in prospettiva il riflesso dell’intero soffitto senza fratturarsi la cervicale (almeno quando possiamo cerchiamo di evitarcelo ^___^).
Alla fine del soffitto, subito prima dell’altare principale, una cupola lascia filtrare raggi di luce dorati veramente suggestivi.

Il soffitto e la cupola sono i punti più pittoreschi e anche più semplici da fotografare perché sono i più luminosi; in effetti all’interno la luce scarseggia e a mano libera bisogna necessariamente lavorare ad alti ISO ma sul soffitto si lavora un po’ più facilmente, con la cupola è ancora più semplice perché lascia filtrare all’interno parecchia luce.
Suggerisco di scattare non dal centro della navata ma con inquadrature laterali per creare degli scatti un po’ più originali.

Essendo un una chiesa c’è una certa etichetta da seguire imposta dalla buona educazione per cui purtroppo niente cavalletti di solito. Un giorno io ne ho portato uno basso e non appariscente, mi sono messo in un angolino della chiesa in attesa che fosse il più deserta possibile prendendo intanto le misure per la corretta esposizione del soffitto.
Al momento opportuno ho raggiunto il punto scelto e ho scattato con il cavalletto il più in fretta possibile in modo da non arrecare disturbo: ha funzionato ^_____^.

Le due navate laterali invece sono decisamente più buie, ognuna ha 5 altari e termina con una cappella che ne contiene un sesto.
Entrambe le cappelle sono molto belle e meritano uno scatto, avendo la fortuna di trovare accese le luminarie opportune.

Anche l’esterno della chiesa merita una visita: sul lato sinistro della chiesa Vico del Campanile delle Vigne ci porta proprio al bellissimo ed altissimo campanile che ha sotto un chiostro utilizzato oggi come oratorio per i bambini. Normalmente nelle ore pomeridiane lo trovate aperto.

Detto questo non posso fare altro che augurarvi buona luce, sono sicuro che farete splendide foto ^_____^

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La nuova rubrica: "Dove andiamo a fotografare a Genova"

Sulla scia dell'articolo precedente ho deciso di creare una piccola rubrica che raccoglierà una serie di video e articoli sui posti più interessanti per fotografare.

 

Il primo video lo puoi trovare qui https://youtu.be/8pzcRTJLUJo

Una rapida passeggiata in via San Bernardo.

 

Presto ulteriori aggiornamenti.

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